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Il Vaticano vero laboratorio green del futuro

Gen 29, 2021 | Casi Virtuosi

Laboratorio Green - Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici
L’impegno di Papa Francesco per una ecologia integrale trasforma il Vaticano in un vero laboratorio per il mondo. Abbattere completamente le emissioni è possibile.

Il messaggio è chiaro. Le meditazioni sull’importanza dell’ecologia non bastano più. E’ necessario passare subito all’azione. Il Vaticano intende essere protagonista del cambiamento investendo su un modello che prevede l’implementazione dei pannelli fotovoltaici, luci a basso consumo ed automobili elettriche. Correva l’anno 2008 quando il tetto ondulante dell’Aula Paolo VI divenne il primo teatro della conversione ecologica in Vaticano aprendo all’energia solare. L’accelerazione fu poi impressa proprio da Papa Francesco con l’Enciclica Laudato Si’. Un vero e proprio programma per l’ambiente che sta formando una nuova sensibilità. Una spinta morale che contribuirà a raggiungere l’obiettivo delle “emissioni zero” prima del 2050.

L’alto valore artistico del patrimonio ecclesiastico e le prevedibili difficoltà architettoniche non fermeranno la transizione ecologica.

I giardini vaticani coprono quasi la metà del territorio e si è già operato per ottimizzare le risorse idriche. Non mancheranno i doppi vetri. Gli infissi che favoriscono l’efficienza sono già stati installati nell’Archivio Apostolico. Il cambiamento riguarda anche l’illuminazione della Basilica di San Pietro, con luci led che richiedono una potenza di 12W contro i 70W di prima. Una delle piazze più famose del mondo può vantare ora un risparmio energetico del 70%. La mobilità elettrica sarà un tassello decisivo per comporre il nuovo assetto ecologico del Vaticano.

I tangibili progressi dimostrano già ora che i modelli ispirati all’economia circolare sono concretamente applicabili.

In quest’ottica, anche i rifiuti non saranno più l’emblema dello spreco ma diverranno un valore che dobbiamo imparare a riutilizzare nel migliore dei modi. L’ecocentro realizzato nel 2016 dovrà operare per raggiungere questi obiettivi all’interno delle mura del Vaticano.

L’Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici documenterà ampiamente questi processi che, seppur limitati dal punto di vista numerico, riescono a motivare il mondo ad adottare un modello di inclusiva collaborazione, capace di prendersi cura della casa comune con amorevolezza e responsabilità. Tutto nel segno dell’ecologia integrale e di una mentalità rinnovata.