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Economy of Francesco: Imparare a pensare “con” i poveri. Non solo “per” i poveri

Apr 16, 2021 | Osservatorio News

EoF. La capacità di pensare “con” i poveri. Non solo “per” i poveri - Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici

L’appuntamento della “Economy of Francesco School” dal titolo “Measurement of Poverty, Wellbeing and Welfare” analizza lucidamente la realtà attraverso le molteplici dimensioni della povertà e del benessere. La voce di Sabina Alkire, direttrice dell’Oxford Poverty and Human Development Initiative, per EoF School.

L’impegno di Papa Francesco per un sistema economico “con un’anima” ha portato alla creazione di un’importante realtà. “Economy of Francesco” (EoF) è infatti oggi il più vasto movimento di giovani imprenditori ed economisti diffuso in tutto il mondo. Possiamo apprezzarne la vivacità nel web dove compare frequentemente l’acronimo EoF e l’hashtag #FrancescoEconomy.

 

IL viaggio continua

La prima edizione del corso di alta formazione online “Economy of Francesco School” sta consentendo ai numerosi intervenuti di beneficiare di preziose opportunità di confronto e riflessione. Il team dell’Osservatorio partecipa a ciascuna delle 12 lezioni e ai 4 workshop interattivi promossi dal Comitato Scientifico di EoF.

Il professor Luigino Bruni – Coordinatore Scientifico EoF – inaugurò, lo scorso 3 marzo, il percorso formativo della EoF School. Il secondo appuntamento vide la partecipazione di un illustre relatore come il Patriarca di Gerusalemme, Mons. Pierbattista Pizzaballa. Fu poi il turno di Julie Nelson ad alimentare la curiosità dei partecipanti. In quella direzione, la quarta lezione non ha fatto altro che confermare l’alto spessore dell’iniziativa.

 

Le numerose dimensioni della povertà

Sabina Alkire, è l’attuale direttrice dell’Oxford Poverty and Human Development Initiative. Una vera protagonista dello scenario accademico mondiale. A mero titolo esemplificativo, possiamo ricordare le sue collaborazioni con l’Università di Harvard, le Nazioni Unite, la Banca Mondiale e la Commissione Europea.

La professoressa Alkire è una grande innovatrice circa i criteri di misurazione multidimensionale della povertà e del benessere. La povertà monetaria è solo uno degli aspetti ed è necessario prendere in considerazioni dimensioni quali salute, istruzione, alimentazione, tenore di vita, lavoro, sicurezza, inquinamento ambientale e altre variabili che connotano la nostra esistenza.

Sabina Alkire ha quindi ideato un nuovo metodo per misurare la povertà multidimensionale che è stato adottato dai governi di tutto il mondo. L’indice di povertà multidimensionale (IMP) misura infatti la povertà nazionale per oltre 100 paesi nelle regioni in via di sviluppo, circa 6 miliardi di persone, e fornisce dati disaggregati per oltre 1.200 regioni subnazionali.

La metodologia di misurazione è anche il punto di partenza delle riflessioni portate all’interno di EoF School. Il lavoro della relatrice tende a sensibilizzare la comunità internazionale nell’adottare un approccio multidimensionale rigoroso ed efficiente alla povertà o al benessere. È un momento molto complicato per i governi, quindi meglio possiamo fornire informazioni veramente efficienti e accurate sulla povertà, più potranno ridurla sebbene con risorse fiscali molto limitate.

Utilizzare il criterio di misurazione multidimensionali della povertà significa infatti impiegare dati estremamente dettagliati e precisi sulle necessità reali dei poveri. Ciò contribuisce a una diagnosi che consente a tutti gli attori di capire dove le risorse limitate avranno il maggiore impatto in termini di reale sostegno alle persone.

 

La ricchezza della povertà

Giovanni di Pietro di Bernardone, meglio conosciuto come San Francesco d’Assisi, ha testimoniato che abbracciare volontariamente la povertà può spezzare le catene e liberare altre persone da quella povertà che non hanno scelto. Basti pensare a tutte le istituzioni economiche create dai francescani nel XV secolo, come la proto-banca Monte di Pietà che dava credito ai più vulnerabili. Scegliendo la povertà, San Francesco trovò la Perfetta Letizia. Spogliandosi delle sostanze del padre scoprì un mondo pieno di ricchezze. Il suo stile di vita non ha occultato l’economia, il mercato e i commercianti ma ha spinto a mettere il loro mondo al servizio dei poveri, degli esclusi e degli emarginati.

Oggi, la priorità più importante di tutte è effettivamente quella di non sprecare questa fase della storia e concentrarsi a ridurre la povertà introducendo dei cambiamenti permanenti. Tuttavia, la povertà sembra aumentare e anche le classi medie subiscono un contraccolpo economico. Non dobbiamo lasciarci trasportare dallo scoraggiamento ma organizzarci per favorire l’iniziativa creativa dei poveri. Un elemento non trascurabile che ha permesso significativi miglioramenti alla condizione del genere umano. La professoressa Alkire sottolinea le evidenti difficoltà del momento ma ci invita a vedere la crisi globale come un’opportunità di cambiamento personale, sociale ed economico.

 

L’impegno del pontefice

Papa Francesco non perde occasione per denunciare le attuali distorsioni del sistema economico. La soluzione principale rimane quella di rimettere al centro la cura della persona e dell’ambiente nel contesto di una piena fraternità universale.

L’esempio del Santo Padre evidenzia l’obbligo morale di “ascoltare la voce dei poveri e spezzare le catene dell’ingiustizia e dell’oppressione, che danno origine a palesi e scandalose disuguaglianze sociali” e rifiutare “ogni forma di corruzione che distolga risorse dai poveri”.

Condividiamo tutti la responsabilità di dover agire per trasformare energicamente i sistemi a partire dal nostro comportamento e dalla capacità di influenzare positivamente gli altri. Non dimentichiamo mai il monito di Papa Francesco al movimento EoF nel novembre scorso:

“Cari giovani, le conseguenze delle nostre azioni e decisioni vi toccheranno in prima persona; pertanto, non potete rimanere fuori dai luoghi in cui si genera il presente e il futuro. O siete coinvolti o la storia vi passerà sopra.”

Una sfida drammaticamente affascinante che non ammette rifiuti di sorta.

 

Immagine: Honoré Daumier, Il vagone di terza classe, 1862, olio su canapa, 64,4 x 90,2 cm. New York, Metropolitan Museum of Art

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