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Vaticano. Il percorso virtuoso dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF)

Mar 21, 2021 | Osservatorio News

Vaticano. Il percorso virtuoso dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF) - Osservatorio Permanente sui Beni Ecclesiastici

Il Presidente dell’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF), Carmelo Barbagallo, ha partecipato alla tavola rotonda di chiusura del Master Anticorruzione dell’Università degli Studi di Tor Vergata. Nel suo intervento per Vatican News ha inoltre descritto l’architettura dei controlli sulla finanza vaticana e la storia recente che ha portato ad istituirli.

L’Autorità di Supervisione e Informazione Finanziaria (ASIF) è l’istituzione competente della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano per la supervisione (vigilanza e regolamentazione) ai fini del contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo e per l’informazione (intelligence) finanziaria, nonché per le attività di vigilanza e regolamentazione in materia prudenziale sugli enti che svolgono professionalmente attività di natura finanziaria.

 

l’ASIF e le sue attività

L’ASIF è una realtà giovane. Originariamente istituita come Autorità di Informazione Finanziaria (AIF) da Papa Benedetto XVI mediante il Motu Proprio “La Sede Apostolica” del 30 dicembre 2010, all’Autorità è stata attribuita la funzione di svolgere la vigilanza prudenziale sugli enti che svolgono professionalmente un’attività di natura finanziaria dal Motu Proprio “La promozione” di Papa Francesco dell’8 agosto 2013. La giurisdizione vaticana entra così a far parte del Comitato Moneyval del Consiglio d’Europa (2012) e aderisce al circuito Egmont (2013).

A seguito della prima modifica del proprio Statuto – avvenuta il 15 novembre 2013 – l’Autorità ha ottenuto il proprio Statuto definitivo con Chirografo di Papa Francesco del 5 dicembre 2020. Il nuovo Statuto ha razionalizzato e rafforzato la governance dell’ASIF e ha completato la sua organizzazione, istituendo un apposito Ufficio Regolamentazione.

 

LA finanza vaticana

In un’intervista rilasciata a Vatican News, il Presidente Carmelo Barbagallo, precisa immediatamente che «nello Stato Vaticano non è consentita alcuna attività economica privata, né l’esercizio privato di attività professionali. La vendita di qualunque genere di merci è affidata allo Stato in regime di monopolio. È autorizzato ad operare un solo intermediario finanziario, lo IOR. L’amministrazione dei beni della Santa Sede, mobiliari e immobiliari, è concentrata su uno specifico soggetto: l’APSA, che funge da tesoriere dello Stato. Nel Vaticano, che è lo Stato più piccolo del mondo, le dimensioni della moneta circolante e quelle dell’interscambio economico e finanziario con l’estero sono molto contenute».

Ricordiamo altresì che, grazie agli stimoli provenienti dal confronto con importanti enti sovranazionali, si è creato il Comitato di Sicurezza Finanziaria (CoSiFi) che ha – tra le altre cose – il compito strategico di coordinare le autorità competenti in materia di prevenzione e contrasto del riciclaggio.

Sono stati quindi attribuiti all’ASIF poteri di supervisione prudenziale nei riguardi dello IOR e si è ampliato considerevolmente il perimetro dei soggetti tenuti a individuare e segnalare le operazioni sospette, estendendolo alle autorità pubbliche, alle quali, più di recente, si sono aggiunti gli enti senza scopo di lucro e le altre persone giuridiche, arrivando ad oltre un centinaio di soggetti. La riforma finanziaria del Vaticano ha compiuto un ulteriore passo in avanti nel 2014, con la creazione di tre nuovi organismi, tutti deputati – sebbene con ruoli diversi – al controllo finanziario: il Consiglio per l’Economia, la Segreteria per l’Economia e l’Ufficio del Revisore Generale.

 

Le migliori pratiche internazionali

La proiezione universale della Chiesa cattolica è innegabile e – nonostante le ridotte dimensioni di economia e finanza – era opportuno che il Vaticano si dotasse di strutture e regole di controllo all’altezza delle migliori pratiche internazionali.

Il Presidente dell’ASIF, Carmelo Barbagallo, descrive così questo percorso virtuoso: «Lo Stato della Città del Vaticano adotta l’euro già nel 2001, ma è nel 2009 che sottoscrive la Convenzione monetaria con l’Unione Europea, per poi introdurre nel 2010, coerentemente, norme finalizzate alla prevenzione del riciclaggio e della frode e falsificazione delle monete. Con queste stesse norme prende vita la prima autorità di controllo finanziario come Istituzione collegata della Santa Sede ossia l’Autorità di Informazione Finanziaria (AIF)».

Un passo decisivo è stata poi la già menzionata adesione ai circuiti Moneyval e Egmont. A tal proposito, il Presidente conferma: «Si tratta di scelte molto significative. Moneyval, operante nell’ambito del Consiglio d’Europa sotto forma di Comitato di oltre trenta Paesi, valuta – e, un certo senso, certifica – il rispetto degli standard internazionali GAFI di prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo. Egmont è un forum globale delle UIF di oltre 160 Paesi che condividono, sempre per contrastare il riciclaggio e il finanziamento del terrorismo, buone pratiche per la cooperazione internazionale e lo scambio di informazioni di intelligence finanziaria».

 

un controllo più incisivo

Il Presidente dell’ASIF ci ricorda che «si è assistito al consolidamento di questo assetto, nella direzione di una crescente trasparenza finanziaria e di una sempre maggiore incisività del controllo, anche attraverso l’intensificazione della cooperazione tra le autorità vaticane, sancita da appositi memorandum. In quest’ambito di crescente trasparenza e di sempre maggiore incisività dei controlli merita di essere segnalata la nuova disciplina in materia di contrattazione pubblica, anche nota come “codice degli appalti”, promulgata l’anno scorso, che intende assicurare l’impiego sostenibile dei fondi del Vaticano attraverso una gestione unitaria, programmata e informata a criteri di massima trasparenza e concorrenza, al fine di proteggere la giurisdizione da accordi illeciti e da fenomeni di corruzione».

 

massima tensione etica

Il Presidente dell’ASIF descrive le problematiche attuali ed il grande impegno dell’Autorità per favorire la necessaria trasparenza avversando ogni opacità:

«In un periodo nel quale, al fine di contrastare l’aumento della povertà e di riavviare il motore della ripresa economica, il sostegno finanziario degli Stati aumenta fortemente la liquidità circolante e, al contempo, potrebbero abbassarsi le ‘difese’ a fronte dei potenziali rischi di corruzione e di riciclaggio del denaro, i soggetti deputati al controllo pubblico sono chiamati a vigilare con la massima attenzione e la tensione etica deve rimanere massima»

Non ci rimane che augurare buon lavoro al Presidente Carmelo Barbagallo e a tutti coloro che collaborano nell’ASIF per proseguire questo cammino virtuoso intrapreso con vigore, autorevolezza e preparazione.

 

Riconoscimento editoriale: Vatican News
Immagine: Wirestock/Freepik.com

Categorie Articolo: ASIF | Curia Romana | economia | finanza | riforma | trasparenza