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La Chiesa si sposa col design

Feb 21, 2020 | Osservatorio News

A Piacenza è nato un progetto affascinante denominato Volumnia: l’idea è di far diventare una basilica del 500 un punto d’incontro dell’arte moderna nella città, con mostre temporanee e bistrot.

Piacenza è una città storicamente importante, ma che non è mai cresciuta più di tanto, offuscata dalle realtà più storicamente ingombranti da cui è circondata. Ciò non toglie che, artisticamente, pure la “Primogenita” abbia raggiunto un lustro notevole nel corso dei secoli.
Sono tanti, infatti, i suoi vanti culturali, sia quelli che hanno tuttora uno scopo prettamente religioso e sia quelli che, invece, nel tempo hanno visto variare funzione e padrone.
E’ il caso della basilica dedicata a Sant’Agostino, oggetto di questo articolo, un esempio meraviglioso di chiesa con facciata in stile neoclassico completamente in pietra, opera del Caramosino, al secolo Barnardino Pannizzari, autore anche del sublime Palazzo Farnese. Centro religioso cittadino alla fondazione, nel 1586, con l’occupazione militare francese nel 1798 dovette privarsi dei pregevoli arredi affinché venisse pagato agli occupanti il riscatto imposto. Nuda e abbandonata, venne trasformata in ospedale militare, conosciuta ai più come “convento caserma”.
Col tempo anche questa funzione venne meno e l’edificio, lasciato all’incuria, non ha avuto destino favorevole fino al 2018, quando lo stabile venne viene venduto in pubblica gara dal demanio e l’antiquaria piacentina Enrica De Micheli sfruttò l’evento per mettere in piedi un progetto volto alla rivalorizzazione della chiesa e della stessa città.

Nasce così Volumnia, felice esempio di piattaforma global/local che offre il proprio spazio alla cultura e all’arte e che si è erta a punto d’incontro delle svariate realtà museali cittadine che, per l’inaugurazione, hanno fornito installazioni e opere in un florilegio di mostre temporanee, nell’attesa che in futuro venga aperto anche un bistrot a tema.

Per l’antiquaria piacentina è stata una sfida vinta, dopo 25 anni nel mondo settoriale locale e che ha unito, oltre ai musei, diverse realtà locali e professionisti indigeni. Un esempio è fornito da Enrico De Benedetti, che ha curato il restauro conservativo della struttura, ma meritano menzione anche Davide Groppi, che ha curato l’illuminazione, lo Space Caviar di Joseph Grima che ha guidato l’allestimento e lo Studio Vedèt di Valentina Ciuffi che ha curato l’immagine coordinata.

Proprio lo Space Caviar ha progettato e allestito il cuore della esposizione, un’isola riscaldata dove la De Micheli ha potuto sfoggiare la sua passione per il design con rigore filologico, unendo lavori di mostri sacri come Charlotte Perriand, Gio Ponti e Ico Parisi, e illustrando la sua idea originale come una “reazione al vuoto cavernoso della chiesa sconsacrata che inserisce, nella simmetria formale dell’impianto rinascimentale, una serie di geometrie regolari e asimmetriche che giocano con spazi e luci, alterando la percezione dei volumi con la variazione della posizione dell’osservatore.”

Un esempio di valorizzazione di beni ecclesiastici in disuso che è stato riqualificato a favore della cittadinanza.

Copyright Immagine: volumnia.space

Volumnia si trova a Piacenza, Stradone Farnese 33
Contatti: https://volumnia.space info@volumnia.space

Categorie Articolo: riconversione

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