Parlare di finanza cattolica non significa creare un settore di nicchia per pochi specialisti, ma affrontare una domanda centrale: può la Chiesa annunciare il Vangelo della giustizia, della pace e della custodia del creato e, allo stesso tempo, investire in attività che producono ingiustizia, esclusione sociale, degrado ambientale e violazione della dignità umana?
In questa prospettiva, la finanza etica di ispirazione cattolica non è un accessorio, ma una questione di coerenza evangelica, di unità di vita.
La buona notizia è che negli ultimi anni sono cresciuti strumenti, linee guida, indici e fondi che permettono di tradurre in pratica i principi della Dottrina sociale della Chiesa.
Questa panoramica offre un quadro aggiornato di tali strumenti, con particolare attenzione al contesto italiano e alle esigenze degli enti ecclesiastici.
Nuovi indici IOR: benchmark cattolici per Eurozona e Stati Uniti
Un passo molto significativo in questo cammino è rappresentato dal lancio, comunicato il 10 febbraio 2026, di due nuovi indici azionari dello IOR – Istituto per le Opere di Religione: “IOR Catholic Principles Eurozone” e “IOR Catholic Principles US”.
Questi benchmark sono stati sviluppati in collaborazione con Morningstar Indexes e nascono con un obiettivo chiaro: offrire indici azionari costruiti secondo principi di finanza etica cattolica, uno focalizzato sull’area Euro, l’altro sul mercato statunitense. Per la finanza degli enti ecclesiastici questo passaggio è importante perché sposta il discorso da affermazioni generiche su “valori cristiani” a strumenti tecnici misurabili, che consentono di valutare se un portafoglio sia o meno in linea con determinati criteri morali e sociali.
In pratica, gli indici IOR Catholic Principles forniscono una base di confronto per:
- società di gestione che vogliono creare fondi azionari realmente coerenti con i principi cattolici;
- diocesi e congregazioni religiose che intendono chiedere gestioni patrimoniali ancorate a benchmark etici ben definiti;
- consulenti e responsabili economici di enti ecclesiastici che desiderano integrare criteri etici nella definizione dei mandati di investimento.
La finanza etica cattolica nel mondo: principali iniziative
Accanto all’iniziativa dello IOR, esiste da anni un paniere internazionale di scelte di finanza etica di ispirazione cattolica che offre esempi concreti di come si possa conciliare rendimento e coerenza con il Vangelo.
Christian Brothers Investment Services (CBIS)
Un caso storico è quello di Christian Brothers Investment Services (CBIS), fondata nel 1981 dai Fratelli delle Scuole Cristiane (De La Salle). CBIS è una società di gestione dedicata in modo specifico a investitori cattolici che desiderano unire fede e finanza. Il loro modello di Catholic Responsible Investments combina tre elementi chiave:
- una gestione professionale e competitiva dei portafogli;
- rigorosi processi di screening etico secondo i principi della Chiesa cattolica;
- un impegno attivo con le imprese in cui si investe, attraverso il dialogo e l’azionariato responsabile.
L’obiettivo dichiarato è aiutare ordini religiosi, diocesi, congregazioni e istituzioni cattoliche a raggiungere i propri obiettivi finanziari senza rinunciare alla testimonianza evangelica nel mercato.
Epworth Investment Management e le organizzazioni cattoliche
Un altro soggetto importante nell’orbita della finanza cristiana è Epworth Investment Management, particolarmente attiva nel Regno Unito. Epworth offre servizi specifici per organizzazioni cristiane e, in una sezione dedicata, per organizzazioni cattoliche.
Il valore aggiunto per la finanza cattolica è duplice. Da un lato, Epworth dichiara di voler allineare il proprio processo di investimento ai principi della Dottrina sociale della Chiesa e a documenti recenti come Mensuram Bonam. Dall’altro, applica con rigore una serie di esclusioni e soglie etiche su settori ritenuti incompatibili con la visione cristiana della persona e del creato. Tra queste, rientrano:
- esclusione totale di armi controverse, produzioni legate ai combustibili fossili più inquinanti, produzione di tabacco, pornografia, prestiti predatori, sperimentazione animale per cosmetici, pellicce e altre attività chiaramente contrarie alla dignità umana;
- soglie molto basse per giochi d’azzardo, cannabis ricreativa, distribuzione di pornografia, utility fossili ancora in transizione, produzioni alcoliche controverse, con l’obiettivo di ridurre al minimo il sostegno a tali attività.
Su questa base, Epworth struttura fondi multi-asset e servizi di gestione discrezionale pensati per le charity e gli enti religiosi, nei quali gli obiettivi finanziari vengono integrati con criteri etici espliciti. È un esempio concreto di gestione patrimoniale cristiana, che mette a disposizione di chiese e istituzioni cattoliche soluzioni chiavi in mano per la loro finanza etica.
Altum Faithful Investing e gli strumenti per investire con coerenza
Tra gli operatori più innovativi della finanza cattolica internazionale figura Altum Faithful Investing, che nasce con l’intenzione dichiarata di aiutare gli investitori cristiani a investire “in modo conforme alla loro fede”. Altum parte da un principio chiaro: investire non solo è lecito, ma necessario; ciò che conta davvero è come si investe.
Per tradurre questo principio in pratica, Altum sviluppa:
- linee guida di investimento ispirate al magistero della Chiesa cattolica, che indicano settori da evitare, aree da promuovere e soglie etiche da rispettare;
- strumenti di analisi e controllo dei portafogli, presentati come una vera e propria “bussola” per l’investimento coerente, che aiutano a verificare se gli strumenti finanziari detenuti sono compatibili con criteri morali espliciti;
- un modello di impresa che destina l’utile netto al servizio dell’apostolato, sottolineando la natura ecclesiale e missionaria del proprio lavoro.
In questo modo, Altum si propone non solo come consulente tecnico, ma come partner per istituzioni, fondazioni, diocesi e congregazioni che vogliono rendere la loro finanza coerente con il Vangelo.
Nummus.Info e le Linee guida CEI: il caso italiano
Se il panorama internazionale è ricco di esperienze, il contesto italiano presenta un elemento di particolare interesse per la finanza degli enti ecclesiastici: la sinergia tra le Linee guida CEI per gli investimenti etici e il lavoro di Nummus.Info.
Il ponte tra finanza ed etica per gli enti ecclesiastici
Nummus.Info è un centro di ricerca e consulenza specializzato in finanza etica e sostenibile, che si rivolge in modo particolare al mondo istituzionale: fondi pensione, casse di previdenza, fondazioni e, soprattutto, istituti religiosi e enti non profit. La sua competenza riguarda:
- analisi ESG (ambientali, sociali e di governance) dei portafogli;
- gestione e misurazione del rischio;
- servizi di advisory e reportistica avanzata;
- soluzioni di account aggregation per una visione completa delle posizioni finanziarie.
Per la Chiesa cattolica in Italia, il ruolo di Nummus.Info è strategico: è infatti il soggetto che rilascia la certificazione di conformità alle Linee guida della CEI per i fondi che rispettano tali criteri. In altre parole, Nummus.Info è lo strumento tecnico che consente di tradurre in pratica, nei portafogli, quanto la Conferenza Episcopale Italiana indica nei suoi documenti sull’uso responsabile delle risorse finanziarie.
Il sistema di analisi e certificazione utilizza un doppio filtro:
- un primo livello ESG, secondo le migliori pratiche internazionali;
- un secondo livello specificamente ispirato alle Linee guida CEI, con esclusione di emittenti, settori e pratiche in contrasto con la morale cattolica.
A questo si aggiunge un monitoraggio mensile della conformità del portafoglio, mentre la certificazione viene rilasciata con cadenza semestrale. In questo modo, un ente ecclesiastico può sapere non solo “se” ma anche “quanto” il proprio patrimonio è effettivamente investito in modo coerente con la finanza etica cattolica.
Le Linee guida CEI per gli investimenti etici
Le Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana sulla gestione etica e responsabile delle risorse finanziarie rappresentano il riferimento principale per la finanza cattolica in Italia. Esse integrano:
- i Principi per l’Investimento Responsabile delle Nazioni Unite (UN‑PRI);
- la normativa europea sulla finanza sostenibile (SFDR);
- i principi propri della Dottrina sociale della Chiesa.
L’impianto complessivo delle Linee guida CEI è quello di una finanza che:
- riconosce la centralità della persona e della famiglia;
- promuove condizioni di lavoro dignitose e l’emancipazione del lavoro femminile;
- sostiene la giustizia sociale e la riduzione delle disuguaglianze;
- favorisce la riduzione della produzione e del commercio di armi;
- tutela il creato e incoraggia la transizione verso modelli economici sostenibili.
La certificazione Nummus Ethics per fondi e portafogli che rispettano queste indicazioni è il segno concreto che tali principi possono diventare criteri operativi di investimento. Per un ente ecclesiastico, disporre di questa certificazione significa poter dichiarare, con trasparenza e credibilità, che i propri investimenti non sono solo redditizi, ma anche coerenti con la propria identità ecclesiale.
Documenti chiave della Chiesa sulla finanza: Mensuram Bonam e Oeconomicae et pecuniariae quaestiones
Per comprendere il senso profondo della finanza etica cattolica, è necessario richiamare almeno due testi recenti del Magistero che offrono un quadro di riferimento teologico e morale.
Mensuram Bonam (Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, 2022)
Il documento “Mensuram Bonam”, pubblicato nel 2022 dalla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, si presenta come una guida per gli investimenti coerenti con la fede. È rivolto a investitori cattolici – istituzionali e non – e ha una funzione essenzialmente pratica: aiutare a discernere le scelte di investimento alla luce dell’insegnamento della Chiesa, tenendo conto in modo particolare dell’impatto sui più poveri.
Il primo capitolo di Mensuram Bonam richiama le grandi coordinate della fede cristiana: l’autorivelazione di Dio, l’alleanza in Cristo, il mistero trinitario, l’azione della grazia, la centralità della Parola di Dio. Questi riferimenti non sono presentati come cornice puramente spirituale, ma come fondamento dell’impegno per il bene comune. La Dottrina sociale della Chiesa viene riletta come una “buona misura” per orientare gli investitori verso scelte che rispettino la dignità umana, promuovano la solidarietà, la sussidiarietà, il bene comune, la destinazione universale dei beni e la cura del creato.
Il secondo capitolo, di taglio più operativo, illustra le “lezioni degli innovatori cattolici” e propone un percorso concreto per attuare gli investimenti coerenti con la fede (Faith-Consistent Investments, FCI). Tre verbi riassumono lo stile richiesto: impegnarsi, valorizzare, escludere. Impegnarsi significa dialogare con le imprese, esercitare l’azionariato critico, promuovere cambiamenti positivi. Valorizzare vuol dire sostenere attivamente realtà economiche che già oggi realizzano, in vari settori, il bene comune. Escludere comporta la scelta chiara di non investire in attività intrinsecamente contrarie al Vangelo, anche se potenzialmente redditizie.
Mensuram Bonam è, in sintesi, una bussola globale per la finanza cattolica, che legittima e incoraggia esperienze come CBIS, Epworth, Altum, le certificazioni Nummus e gli indici IOR, offrendo loro una cornice teologica e morale condivisa.
Oeconomicae et pecuniariae quaestiones (2018)
Nel 2018 la Congregazione per la Dottrina della Fede e il Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale hanno pubblicato il documento “Oeconomicae et pecuniariae quaestiones”, sottotitolato “Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario”.
Questo testo affronta in modo diretto il tema del rapporto tra etica e finanza nell’attuale contesto globale. La Chiesa vi riafferma il proprio compito di richiamare principi chiari in tutti gli ambiti dell’agire umano, inclusa la finanza, per evitare che settori importanti della vita sociale si rendano “impermeabili” a una etica fondata sulla libertà, sulla verità, sulla giustizia e sulla solidarietà. La crisi finanziaria recente viene interpretata come un’occasione mancata: avrebbe potuto spingere a ripensare più radicalmente regole e prassi del sistema, contrastando gli aspetti più speculativi e predatori della finanza e valorizzando il suo ruolo di servizio all’economia reale.
Il documento invita esplicitamente a elaborare nuove forme di economia e finanza orientate al bene comune e rispettose della dignità umana. In questo quadro, la finanza etica cattolica non è vista come un settore marginale, ma come uno dei luoghi in cui può nascere e crescere un modello alternativo di sviluppo, fondato sulla persona e non sul solo profitto.
Il magistero recente del Papa e la critica all’economia malata
La riflessione teologica e sociale della Chiesa è stata ulteriormente approfondita dal magistero recente del Papa, che ha più volte denunciato l’attuale sistema economico come “malato”. In diverse occasioni, il Pontefice ha parlato di una “economia distorta” che promette prosperità ma produce ingiustizia, violenza sociale e scarti umani e ambientali.
I tratti principali di questa critica possono essere così riassunti:
- un modello economico che mette il profitto al di sopra di tutto, trasformando ogni cosa in merce e riducendo la persona a semplice consumatore;
- una cultura dello scarto che considera sacrificabili i poveri, i fragili, i non produttivi, così come i territori devastati e le risorse naturali esaurite;
- una società segnata da una sorta di “bulimia delle connessioni” sui social media, che moltiplica i contatti ma indebolisce la qualità delle relazioni e spesso mortifica la dignità di chi è escluso.
In risposta a questo quadro, il Papa invita a ripensare l’economia in chiave di pace, giustizia e sviluppo umano integrale, promuovendo modelli produttivi e finanziari che siano:
- disarmati e disarmanti, capaci di ridurre le logiche di conflitto e sfruttamento;
- inclusivi e ospitali, aperti ai più deboli, ai poveri, ai migranti;
- lungimiranti e sostenibili, attenti alle generazioni future e alla cura del creato.
La finanza etica cattolica: criteri pratici e scelte concrete
Alla luce di questo percorso dottrinale e pastorale, la finanza etica cattolica si configura come uno degli strumenti concreti a disposizione della Chiesa per costruire un’economia più giusta e sostenibile. I criteri operativi che la caratterizzano possono essere sintetizzati in alcune scelte fondamentali.
Anzitutto, l’adozione di criteri di esclusione: decidere di non investire in settori e imprese il cui core business è intrinsecamente contrario alla morale cattolica (produzione di armi, pornografia, gioco d’azzardo, sfruttamento del lavoro, distruzione sistematica dell’ambiente, violazione strutturale dei diritti umani). Questa esclusione può assumere forme più o meno ampie, ma rappresenta un punto di partenza inevitabile per chi voglia definire “cattolico” il proprio modo di investire.
Accanto all’esclusione, molte esperienze di finanza cattolica adottano l’approccio best in class, che consiste nel selezionare, all’interno di ciascun settore, le imprese con le migliori performance ambientali, sociali e di governance. Questo permette di accompagnare la transizione di settori complessi, premiando chi, pur operando in ambiti critici, si impegna in percorsi seri di miglioramento e riduzione degli impatti negativi.
Un terzo pilastro è l’approccio tematico: orientare una parte degli investimenti verso progetti e settori che promuovono in modo esplicito il bene comune e lo sviluppo umano integrale. Si pensi, ad esempio, a investimenti in sanità, istruzione, housing sociale, energie rinnovabili, microcredito, economia civile, imprese sociali. In questo modo, la finanza non si limita a “non fare il male”, ma diventa capace di generare beni concreti per le comunità e per i territori.
Infine, un elemento distintivo della finanza cattolica più matura è l’integrazione tra filtri ESG e filtri etici specificamente ispirati alla Dottrina sociale. Esperienze come quelle legate alle Linee guida CEI mostrano come sia possibile combinare l’attenzione ai rischi ambientali, sociali e di governance con criteri più propriamente morali, che tengano conto, ad esempio, della tutela della vita, del valore della famiglia, della pace, della giustizia distributiva, della responsabilità verso le generazioni future.
Un percorso di coerenza per enti ecclesiastici e fedeli
Alla radice di tutto questo, la finanza etica cattolica chiede alla Chiesa – istituzioni e fedeli – un cammino di coerenza e conversione. Per un ente ecclesiastico, ciò significa non limitarsi a monitorare rendimento e rischio dei propri investimenti, ma interrogarsi anche sulla qualità etica dei portafogli, chiedendo che la composizione dei titoli sia trasparente e valutata alla luce del Vangelo e della Dottrina sociale. Significa utilizzare strumenti come gli indici IOR Catholic Principles, le gestioni etiche di operatori specializzati, i sistemi di certificazione Nummus.Info e le Linee guida CEI per trasformare in pratica le indicazioni magisteriali.
Per i singoli fedeli, questo cammino passa attraverso la consapevolezza che nessuna scelta di risparmio o investimento è neutrale. Ogni conto, ogni fondo, ogni polizza indirizza il denaro verso determinati settori e imprese. Informarsi, fare domande alle banche e ai consulenti, preferire prodotti che integrano seriamente criteri ESG e valori cristiani, rinunciare a piccoli vantaggi in cambio di una maggiore coerenza evangelica: tutto questo fa parte di una spiritualità del denaro che riconosce nelle risorse economiche un dono di Dio da amministrare responsabilmente.
Un’economia evangelica è possibile
La costruzione di una economia di pace, giusta, sostenibile e rispettosa della dignità umana non è un’utopia astratta. Le iniziative descritte – dagli indici azionari cattolici dello IOR ai fondi e servizi di CBIS, Epworth e Altum, dal sistema di certificazione Nummus.Info alle Linee guida della CEI, fino ai documenti Mensuram Bonam e Oeconomicae et pecuniariae quaestiones – mostrano che la finanza etica cattolica è già oggi una realtà concreta, articolata e tecnicamente credibile.
Il contributo dei cattolici, insieme a quello di tante donne e uomini di buona volontà, può orientare una parte significativa dei flussi finanziari verso progetti e imprese che sostengono il bene comune, difendono i più deboli e custodiscono il creato. Il cambiamento necessario è profondo e globale, ma comincia da scelte molto vicine: un consiglio per gli affari economici che rivede i propri mandati di gestione, una diocesi che chiede la certificazione etica dei propri investimenti, una comunità religiosa che sposta i propri fondi verso soluzioni coerenti con la propria missione, un risparmiatore che decide di investire in modo responsabile.
In questo intreccio tra conversione personale, discernimento comunitario e riforma delle strutture, la finanza etica cattolica può diventare uno dei luoghi privilegiati in cui la Chiesa mostra al mondo che il Vangelo non è estraneo all’economia, ma è capace di generare modelli nuovi, più umani e più giusti, anche nel cuore dei mercati finanziari.
RIFERIMENTI E RISORSE UTILI SULLA FINANZA ETICA CATTOLICA
Documenti magisteriali e istituzionali
- Mensuram Bonam (Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, 2022)
https://www.pass.va/content/dam/casinapioiv/pass/pdf- volumi/other-publications/mb_ ita_14_11_22.pdf - Oeconomicae et pecuniariae quaestiones (Congregazione per la Dottrina della Fede e Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale, 2018)
Disponibile presso il sito della Santa Sede - Linee guida della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) per gli investimenti etici
https://nummus.info/articolo-1-linea-religiosa/
Istituti e operatori di finanza etica cattolica
- IOR – Istituto per le Opere di Religione
Comunicato sui nuovi benchmark azionari (10 febbraio 2026)
https://www.ior.va/contenuti/comunicati-stampa-2026/lo-ior- lancia-due-nuovi-benchmark- azionari-con-morningstar/ - Christian Brothers Investment Services (CBIS)
https://cbisonline.com/eu/ - Epworth Investment Management
Sito generale: https://epworthim.com
Sezione dedicata alle organizzazioni cattoliche: https://epworthim.com/catholic-organisations/ - Altum Faithful Investing
https://altumfi.com - Nummus.Info (certificazione e analisi per la finanza etica in Italia)
https://nummus.info/
Organizzazioni e reti internazionali
- UN Principles for Responsible Investment (UN-PRI)
https://www.unpri.org/ - Global Forum for Sustainable and Responsible Investment
https://www.gfsi.net/ - Pontificia Accademia delle Scienze Sociali
https://www.pass.va/
Normative europee sulla finanza sostenibile
- SFDR – Sustainable Finance Disclosure Regulation
(Normativa europea sulla divulgazione della finanza sostenibile) - Tassonomia dell’UE per le attività sostenibili
(Quadro normativo per la classificazione dei finanziamenti sostenibili)


